parCoeur

troubar clair affronta un programma parcoeur con pagine corali che alternano  melodie popolari a celebri pagine polifoniche, rielaborazioni della tradizione popolare e originali trascrizioni pop.

– per cantare in coro è importante ascoltare la propria voce per guidarla a fondersi con le altre; – Se canti non leggi, se leggi non canti; – un coro che canta leggendo è come una squadra di calcio che gioca tenendo in mano il foglio con lo schema dell’allenatore;  – Saper leggere lo spartito può aiutare (ma può anche frenare l’abitudine a cantare par coeur)  – Non si cantano delle note con delle sillabe appiccicate e nemmeno delle sillabe con appiccicate delle note, si cantano dei testi.

Cantare par coeur significa poter ascoltare le altre voci e vedere gli altri coristi con i quali condividiamo l’interpretazione di un’emozione che passa attraverso parole e musica ma, anche, attraverso espressioni del volto e gesti che devono trovare un senso “corale” per giungere all’ascoltatore.

Per ricreare un  coro che assimili un repertorio stabile e rappresentativo della nostra capacità di costruire ponti musicali tra il colto e il popolare, Quaresima e Carnevale, Caos e Ordine.

   qui di seguito potete trovare gli  Spartiti del PROGRAMMA

LINK per ascoltare e studiare:

 LINK AscoltiLINK   studio
Se cantoCorou de Berra 
Un MattoDe André 
Riu riu chiu alti tenor
Gam gam  
ShchedrikCoro università di Vilnius 
Si laude MariaCorou de Berra 
Tibie Bass     tenor   alti     soprani
PavaneSavallhttps://musescore.com/user/29508184/scores/5204163
O Magnum mysterium Bassi   tenori   alti   soprani
IRISH Blessing  CHOIR JuventusBassi     tenori   alti   soprani  
Jazz canon  
girotondo di tutto il mondoTroubar Clair
Deus ti Salvet

  IDEE PARCOEUR:        “Per ascoltare la propria voce in mezzo alle altre, per guidarla nel labirinto dell’intreccio corale e trovare il piacere di cantare (e ascoltare) una linea melodica attraverso la quale viviamo emozioni positive.”
          “Il coro ‘racconta’ emozioni che devono assumere sapore di verità in primis per chi canta e poi, forse, per chi ascolta. Senza la prima condizione la seconda è irraggiungibile. (Vi fidanzereste con una persona che vi recita la propria dichiarazione d’amore leggendola su un foglio?) “
        “Pronunciamo, intonandoli, dei fonemi che diventano sillabe, che diventano parole, frasi e poi periodi. Ma al pubblico non devono giungere periodi, frasi, parole, sillabe e fonemi ma un testo nella sua interezza.”
       “In ogni brano corale si devono perfezionare tantissimi livelli comunicativi (intonazione, ritmo, pronuncia, dinamica, fraseggio, coscienza armonica, coreografia, espressività gestuale, espressività  mimica?…). Al direttore viene delegata la scelta delle priorità.”
      “Il gioco del corista è complicato, spesso deve tenere insieme più obiettivi: Se faccio attenzione alla pronuncia sbaglio il ritmo, se correggo l’intonazione dimentico la dinamica suggeritami dal direttore. Eccetera. Per questo motivo a volte è meglio metter da parte lo spartito che indica altezza e durata delle note ma nasconde l’essenziale.”
         “L’essenziale si annida tra le sfumature, non sta nelle note ma nei silenzi tra una nota e la successiva.”
      “Il  coro ideale è un coro senza divisa, senza direttore, senza paure; che canta senza spartito, senza paracadute, senza voler sembrare; per condividere emozioni senza doppi fini, senza attenuanti, senza senza senso.”

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