PAR COEUR

Cantare par coeur significa poter ascoltare le altre voci e vedere gli altri coristi con i quali condividiamo l’interpretazione di un’emozione che passa attraverso parole e musica ma, anche, attraverso espressioni del volto e gesti che devono trovare un senso “corale” per giungere all’ascoltatore.

Il principale obiettivo di quest’anno sarà formare un Coro. Può sembrare un’ovvietà se, con molta presunzione pensiamo, che 50 persone che cantano con una divisa e una cartellina in mano siano un coro.

Vuole essere un coro che assimili un repertorio stabile e rappresentativo della nostra capacità di costruire ponti musicali tra il colto e il popolare, Quaresima e Carnevale, Caos e Ordine.

Per chi vorrà proseguire la strada è ancora lunga e se volete saperne di più  potreste leggere:  idee corali 2020

   qui di seguito potete trovare gli  Spartiti del PROGRAMMA

LINK per ascoltare e studiare:

 

LINK Ascolti

LINK   studio

Se canto

Corou de Berra

 

Un Matto

De André

 

Riu riu chiu

 

alti

tenor

Gam gam

   

Shchedrik

Coro università di Vilnius

 

Si laude Maria

Corou de Berra

 

Tibie

 

Bass     tenor   alti     soprani

Pavane

Savall

https://musescore.com/user/29508184/scores/5204163

O Magnum mysterium

 

Bassi   tenori   alti   soprani

IRISH Blessing

 

CHOIR Juventus

Bassi     tenori   alti   soprani

 

Jazz canon

   

    “Per ascoltare la propria voce in mezzo alle altre, per guidarla nel labirinto dell’intreccio corale e trovare il piacere di cantare (e ascoltare) una linea melodica attraverso la quale viviamo emozioni positive.”
          “Il coro ‘racconta’ emozioni che devono assumere sapore di verità in primis per chi canta e poi, forse, per chi ascolta. Senza la prima condizione la seconda è irraggiungibile. (Vi fidanzereste con una persona che vi recita la propria dichiarazione d’amore leggendola su un foglio?) “
        “Pronunciamo, intonandoli, dei fonemi che diventano sillabe, che diventano parole, frasi e poi periodi. Ma al pubblico non devono giungere periodi, frasi, parole, sillabe e fonemi ma un testo nella sua interezza.”
       “In ogni brano corale si devono perfezionare tantissimi livelli comunicativi (intonazione, ritmo, pronuncia, dinamica, fraseggio, coscienza armonica, coreografia, espressività gestuale, espressività  mimica?…). Al direttore viene delegata la scelta delle priorità.”
      “Il gioco del corista è complicato, spesso deve tenere insieme più obiettivi: Se faccio attenzione alla pronuncia sbaglio il ritmo, se correggo l’intonazione dimentico la dinamica suggeritami dal direttore. Eccetera. Per questo motivo a volte è meglio metter da parte lo spartito che indica altezza e durata delle note ma nasconde l’essenziale.”
         “L’essenziale si annida tra le sfumature, non sta nelle note ma nei silenzi tra una nota e la successiva.”
      “Il  coro ideale è un coro senza divisa, senza direttore, senza paure; che canta senza spartito, senza paracadute, senza voler sembrare; per condividere emozioni senza doppi fini, senza attenuanti, senza senza senso.”

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